Giuseppe Scarpato Manifesto

La rinnovata collaborazione col locale Bierbauch di Cologne (BS) realizza un nuovo Format di intrattenimento musicale, il Music Desk Event: workshop, più aperitivo, più concerto. La Prima esperienza si terrà il 20 ottobre insieme a Giuseppe Scarpato:  una proposta per gli amanti della musica, per i curiosi e per chi vuole cercare di capire questo mondo da vicino.

Bierbauch, da sempre attento alle novità, offre infatti, gratuitamente, la possibilità di incontrare ad un tavolo di confronto Giuseppe Scarpato, da 15 anni chitarra solista al fianco di Edoardo Bennato, di cui negli ultimi anni è diventato anche produttore e arrangiatore.

La modalità organizzativa della manifestazione è pensata per dare spazio agli amanti della musica, ai curiosi ed ai musicisti, creando uno spazio di confronto e di intrattenimento suddiviso in tre momenti: dalle 16:30 il workshop con l’artista, che tratterà di alcuni aspetti della professione del chitarrista moderno, impegnato sui fronti tecnico, artistico e organizzativo; alle 18 il momento dell’aperitivo cena con il ricco buffet e le proposte della cucina del locale, in assoluta tranquillità e, a seguire, l’esibizione musicale dell’artista insieme alla sua Band, momento che rappresenta la messa in opera dei temi trattati precedentemente, stavolta trasposti nel linguaggio costituito dal discorso e l’interazione musicale, nella musica che prende vita sul palcoscenico.

Giuseppe Scarpato, vanta nel suo curriculum numerose collaborazioni con le più importanti peronalità della musicalità italiana, da Nicolò Fragile ai Negrita, passando dalla musica partenopea al blues, al reggae al rock. Nell’esibizione finale sarà affiancato da alcuni dei suoi compagni in tour con Edoardo Bennatto:

Patrix Duenas (E.Bennato – Inner Circle – Buddy Miles – Z. Marley): Voice and Bass
Roberto Perrone (Edoardo Bennato – Tony Esposito): Drums
Special Guest Raffaele Lopez (E. Bennato): Keyboards and Piano

Infoline 030 7050555 www.bierbauch.it

BIOGRAFIA

Giuseppe Scarpato, classe 1973. Al termine degli anni 90, poco più che ventenne, assieme al fratello Gennaro alla batteria, inizia la collaborazione con Edoardo Bennato. L’attività con Bennato è fatta di studio e concerti, tanti, tra cui diverse volte il palco del primo maggio di Piazza San Giovanni a Roma, tournée americane ed europee.

L’approccio alla chitarra di Giuseppe è caldo e personale, tipicamente da musicista mediterraneo, ma con un background rock e blues, un chitarrista al di là dei generi.

Negli ultimi anni diventa anche produttore dei lavori in studio di Bennato, spesso in compagnia di Raffaele Lopez (con il quale ha steso anche gli arrangiamenti del live unplugged ad MTV di Bennato), con l’ausilio di Niccolò Fragile. Così nascono “Le vie del Rock sono infinite” e il recente singolo “Al diavolo il grillo parlante”, anteprima dei nuovi brani di Bennato in fase di ultimazione.

Lavorando ai brani di Edoardo nasce un’ottima intesa con Niccolò Fragile (produzioni per Mina, Gotthard, Lavezzi, e altri) che coinvolge Giuseppe in molte sue produzioni.

Negli anni ha collaborato con: Negrita, Irene Grandi, Neffa, Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi e molti altri.

Parallelamente all’attività con Edoardo si dedica a diversi progetti, tra cui gli Hillside con il fratello Gennaro e il bassista cantante Patrix Duenas e Joe Shoed & the Koolaroots, ovvero 4/5 della band di Edoardo: Giuseppe Scarpato, Patrix Duenas, Raffaele Lopez e Roberto Perrone.

Patrix Duenas è un polistrumentista e cantante, Cubano di Miami, negli USA ha lavorato come turnista frequentando molto l’ambiente rock/reagge, al fianco di Ziggy Marley, Buddy Miles, con gli Inner Circle. Giunto in Italia si affianca subito ad Edoardo Bennato, dapprima come chitarrista e poi come bassista e percussionista. La sua voce è suadente e potente e si confronta senza difficoltà con Jimi Hendrix e Lenny Kravitz.

Raffaele Lopez, pianista emozionale, da anni al fianco di Edoardo Bennato, scrive con Giuseppe Scarpato gli arrangiamenti live e lavora alla produzione.

Roberto Perrone è l’avanguardia delle percussioni partenopee, quel groove che solo ai piedi del Vesuvio batte innato nelle vene (come per Tullio De Piscopo o Tony Esposito, con il quale Roberto ha collaborato) ma con un tiro decisamente rock, mette a dura prova coronarie e timpani.